
Le nostre acque termali, sono state utilizzate per curare le affezioni reumatiche fin dal tempo dei Romani. Il loro effetto analgesico ed antinfiammatorio le rende ancora oggi un importante presidio nella prevenzione e nella cura delle patologie degenerative dell'apparato osteoarticolare, sia sottoforma di fanghi, che di bagni caldi con idromassaggio.
La cura delle malattie artroreumatiche punta sulla fangobalneoterapia, ossia sull'associazione della balneoterapia con la fangoterapia. La fangoterapia è eseguita a digiuno oppure 3-4 ore dopo un pasto. Uno strato di fango di circa cm. 10 viene spalmato dall'operatore sulla parte del corpo interessata ad una temperatura di circa 40°C, salvo diversa prescrizione medica, tenendo conto del fatto che temperature superiori possono essere mal tollerate e che temperature inferiori vengono percepite fredde.
Onde evitare una rapida dispersione del calore, il fango spalmato sul corpo del paziente viene ricoperto da teli caldi.
L'estensione della fangatura può variare a seconda dei casi. Il fango può essere esteso a tutto corpo lasciando scoperta solo la testa, le regioni anteriori del collo e del torace oppure la fangatura può interessare una parte specifica del corpo e riguardare uno solo o più arti. E' il medico visitatore che ne precisa l'estensione.
La durata dell'applicazione a seconda dell'estensione del fango può variare dai 15 ai 30 minuti al termine dei quali il fango viene rimosso ed il paziente sottoposto ad un bagno di pulizia con acqua termale e poi, ben coperto, lasciato su un lettino ad effettuare la "reazione".
Questa rappresenta una fase importante della cura in cui continuano gli effetti biologici indotti dalla fangatura e gli adattamenti ad essi. Un ciclo di fangoterapia comprende 12 applicazioni da praticarsi avendo cura di effettuare una interruzione ogni 4-5 applicazioni.
Le malattie artroreumatiche che trovano sollievo nella fangobalneoterapia sono i reumatismi fibromiositici (fibrositi, tendiniti, borsiti, lombalgie, cervicalgie, periatrite della spalla), l'artrosi primaria e l'artrosi secondaria post-traumatica.
La fangoterapia è indicata inoltre in presenza di distrazioni muscolari, negli esiti di traumi contusivi, distortivi e fratturativi; in questi casi la lutoterapia agisce soprattutto sul dolore, sull'impotenza funzionale, sull'atrofia muscolare, sugli edemi e sui processi fibrositici.
Dopo una seduta di fangobalneoterapia, localmente si rileva un aumento di temperatura cui segue un'azione miorilassante, un'azione analgesica e sedativa, dovuta a temporanea sottrazione delle terminazioni sensitive agli altri stimoli, una fase di aumento dell'afflusso di sangue e conseguente allontanamento di alcune sostanze responsabili dei processi infiammatori, quali la serotonina, le chinine e le prostaglandine.
Inoltre durante la fangobalneoterapia si attiva la produzione e l'attivazione di enzimi cellulari, le plasmine, dotati di potere antinfiammatorio.
E' stata osservata inoltre una stimolazione dell'ipofisi e delle ghiandole surrenali con aumento delle secrezione di ormoni cortisonici, che spiegherebbe la tendenza a diminuire la componente iperreattiva delle malattie reumatiche.
Il fango termale è definito in medicina una melma ipertermale derivata dalla commistione di una componente solida con acqua minerale che, lasciata maturare per determinati periodi di tempo (6 mesi), è usata, dopo opportuna preparazione, sotto forma di impacco.
Le proprietà terapeutiche del fango sono dovute alle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche delle sue due componenti, una solida, l'argilla ed una liquida, l'acqua minerale, che durante i processi di maturazione si combinano e si modificano in modo peculiare.
L'argilla è un particolare tipo di roccia costituita da un gran numero di minerali denominati "minerali delle argille", nella quale si possono distinguere tre frazioni: quarzosa, calcarea ed argillosa.
Per essere preparato, il fango vergine, estratto dai giacimenti di argilla, viene frammentato, filtrato ed immerso in apposite vasche di maturazione irrorate di continuo con acqua minerale. Nelle vasche il fango vi rimane per un periodo di circa sei mesi, trascorso il quale si definisce "maturo", pronto cioè per essere impiegato. Alla fine del processo di maturazione, il fango è riscaldato ed impastato in modo da essere reso omogeneo, plastico e pronto per essere utilizzato.