la storia

Ieri, oggi e domani

Le sorgenti carbonico-sulfuree delle Acque Albule, che scaturiscono dai due laghi Regina e Colonnelle conservano il nome che ebbero sin dall'antichità: Acque Albule.

Vennero spesso menzionate dagli scrittori latini e celebrate per le loro virtù terapeutiche e medicamentose. Plinio Secondo il Vecchio, riferì che "i soldati feriti in battaglia erano condotti alle Acque Albule come nel miglior luogo di cura, donde tornavano sanati" (Hist. Lib XXXI, 6), mentre Archigene da Apamea, medico celebratissimo, vissuto sotto l'imperatore Traiano esaltò la qualità delle acque sulfuree indicando come queste fossero efficaci nella cura delle malattie dello stomaco e nella medicamentosi delle piaghe e delle ulcere.

Virgilio ne parlò nell'Eneide, Nerone le fece confluire fino alla Domus Aurea utilizzando l'acquedotto Marcio, mentre l'imperatore Adriano le utilizzò per alimentare le numerose piscine della sua sontuosa villa (Villa Adriana). Infine, Cesare Augusto, che pare soffrisse di gotta, trasse enorme beneficio dai bagni solfurei, tanto che decise di far costruire dall'architetto M. Vipsanio Agrippa un sontuoso edificio termale, del quale sono ancora visibili i massicci ruderi. Nella tarda età Imperiale, le Terme di Agrippa conobbero il massimo splendore, poi vennero quasi completamente dimenticate: furono saccheggiate, spogliate degli ornamenti e caddero in rovina.

Solo nel Rinascimento illuminati signori le riscoprirono apprezzandole nuovamente: il Cardinale della Queva riaprì il canale di deflusso acque mentre il Cardinale Ippolito d'Este, dopo essersi avvalso di queste acque per la sua malferma salute, realizzò l'inalveamento del canale e tentò per primo dei sondaggi nella profondità dei laghi. Proprio per le virtù curative delle Acque Albule, che gli erano state consigliate dal medico di Francesco I per la cura della gotta, il Cardinale Ippolito d'Este, di famiglia potentissima, chiese ed ottenne il governo della città di Tivoli, ove costruì la notissima Villa d'Este, in collina, per allontanarsi dalla zona paludosa e malsana che circondava le sorgenti.

All'inizio degli anni 2000, con un intervento di grande lungimiranza, la Sirio Hotel (proprietaria del complesso alberghiero in prossimità delle terme) ha acquisito una partecipazione presso la Società delle Acque Albule proprietaria delle Terme.

Immediatamente è stato dato il via ad un progetto di sviluppo, che ha previsto nella prima fase l'adeguamento funzionale e strutturale dell'intero complesso per poi passare ad un nuovo centro termale all’avanguardia in Europa, due nuovi alberghi con annessa clinica della salute ed un pala terme all'interno del perimetro termale. Ecco che quindi le antiche Terme di Roma nascono a nuova vita, integrando nel territorio un'offerta di servizi turistici di prim'ordine alle immutate qualità curative delle Acque Albule; da un glorioso passato ad un radioso presente.

Dal 2001 lo Studio 3c+t Capolei Cavalli architetti associati di Roma si occupa del progetto di riqualificazione e rilancio delle Terme di Roma che è stato articolato in quattro fasi.

  • La prima fase della progettazione ha riguardato il recupero dell’ambito delle piscine storiche (6500 MQ.) ed il restauro architettonico dell’edificio Anderloni, lavoro concluso nel Giugno 2002.
  • La seconda fase ha portato al completo rinnovamento del settore termale convenzionato; è stata costruita una struttura che riporta le Terme di Roma all’avanguardia nel settore in ambito nazionale, conferendogli un valore nuovo e rinnovato per la qualità delle acque termali, dei servizi offerti e dei materiali utilizzati.
  • La terza fase ha portato alla realizzazione del Victoria Terme Hotel, struttura di 4 stelle, situata all'interno del Parco Termale.
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